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Servono cinque generazioni per uscire dalla povertà, ma tu puoi fare la differenza!

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Nel lontano 2005, prima della crisi finanziaria, la categoria a maggior rischio di povertà ed esclusione sociale erano gli over 65, dal 2008 in poi gli under 17 sono diventati rapidamente ed inesorabilmente la categoria a maggior rischio povertà.

Un paese il nostro dove essere bambino è sempre più complesso: taglio dei servizi, ascensore sociale da tempo guasto, tagli sistematici a cultura e istruzione, opportunità lavorative molto poche, pochi servizi e aiuti per le famiglie numerose, le scuole distanti e mal collegate con i territori periferici.

Secondo gli obiettivi degli accordi di Barcellona dovremmo fornire asili nido per il 33% dei bambini, questa percentuale viene raggiunta solo in quattro regioni su venti: Umbria, Val d’Aosta, Toscana, Emilia Romagna, le restanti sono ancora lontane da quello che viene considerato l’obiettivo assistenziale minimo.

Per avere un quadro completo a questi numeri dobbiamo aggiungere anche quelli sull’abbandono scolastico italiano, purtroppo anche in questa statistica siamo il fanalino di coda d’Europa.

Il tasso di abbandono precoce italiano è al 14%. Anche se è in leggera diminuzione è ancora nettamente più alto della media europea.

Ci sono notevoli differenze territoriali, come purtroppo molto spesso accade in Italia, sempre più marcate tra Nord e Sud. In Sicilia un ragazzo su quattro non va oltre le medie. Va a scuola solo il 78% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni con cittadinanza straniera.

Quanto tempo occorre per uscire dal baratro della povertà?

Secondo i dati OCSE :”A un bambino che nasce in una famiglia a basso reddito potrebbero servire cinque generazioni per raggiungere il reddito medio. la stima di Ocse, basata sulla variazione tra i redditi dei genitori e quelli dei figli. Il dramma della povertà minorile è l’ereditarietà: se nasci povero, resti povero. Si troverà con maggiore probabilità di disoccupazione, dipenderà più della media dai programmi di assistenza.”

Un quadro decisamente allarmante e che sottolinea quanto sia iniqua, ed ereditaria, la condizione della povertà.

Ma esiste un barlume di speranza, Gandhi diceva “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” se vuoi fare la tua parte per evitare che le prossime cinque generazioni di bambini vivano in condizioni inaccettabili puoi sostenere i progetti di Albero della Vita.

Sulla linea della raccomandazione “Investing in Children” della Commissione Europea, L’Albero della Vita è intervenuta attivando un modello di contrasto alla povertà che prevede una presa in carico dell’intero nucleo famigliare, coinvolgendolo in un percorso di reinserimento sociale, economico e relazionale.

Insieme a te possiamo aiutare le persone in stato di povertà a uscire dal disagio che questa situazione porta con se donandogli la forza di ricominciare a nutrire fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Perché per rimettersi in moto c’è bisogno soprattutto di una chance, di un’opportunità sui cui fare leva e dalla quale far iniziare il cambiamento. Per ripartire, c’è bisogno di fiducia. E tu puoi donarla con noi.

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